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Museo della Protezione Civile

  • Ciao benvenuti nel Museo della Protezione Civile. Oggi potrai vedere la storia dei principali terremoti che sono avvenuti in Italia a partire dal 1900; per alcuni di loro, cliccando sulla rispettiva data, potrai vedere alcune immagini storiche. Quelli che trovi in questa sezione sono solo i terremoti più importanti perché quasi ogni giorno si verificano nuovi terremoti in Italia. Non ti resta che iniziare questo fantastico viaggio nella storia dei terremoti!

  • 08/09/1905
    Calabria

    Un terremoto di magnitudo 7,1 che colpì la Calabria (non si conosce l’epicentro esatto). Dati storici indicano che vi furono quasi 600 morti, una intensità pari al X-XI grado della scala mercalli con molti danni ad edifici e strutture sia pubbliche che private.

  • 23/20/1907

    Canolo (Reggio Calabria)

    Un terremoto di magnitudo 5,9, ancora in Calabria nella zona meridionale. Vi furono circa 160 vittime, una intensità pari al IX grado della scala mercalli con danni anche agli edifici.

  • 28/12/1908

    Stretto di Messina (Calabria e Sicilia)

    Il più forte terremoto italiano registrato negli ultimi secoli di storia, con una magnitudo di 7,2. Una intensità pari all’XI grado della scala mercalli, circa 37 secondi la durata calcolata ed oltre il 90% degli edifici completamente distrutti. Interrotte tutte le vie di comunicazione, i servizi pubblici e circa 120.000 vittime (dato stimato). L’intensità elevata del terremoto causò anche un maremoto che si abbatte sulla città di Messina.

  • 07/06/1910

    Irpinia (Basilicata) - Calitri

    Un terremoto di magnitudo 5,9 che colpì 53 Comuni tra le Province di Avellino e Potenza. Una intensità pari al IX grado della scala mercalli che causò circa 50 vittime.

  • 13/01/1915

    Avezzano (Abruzzo)

    Noto anche come Terremoto della Marsica, ebbe una magnitudo di 7,0 e fece registrare circa 30.000 vittime. Solo ad Avezzano morirono 10.000 persone dei 13.000 abitanti. L’intensità fu pari all’XI grado della scala mercalli e numerosi furono i danni registrati fono alla città di Sora nel Lazio.

  • 16/08/1916

    Rimini, Pesaro e Urbino

    Un terremoto che ebbe inizio nel mese di maggio con scosse che continuarono fino a dicembre. Ad agosto una delle scosse più volente, di magnitudo 5,9 ed intensità pari a VIII sulla scala mercalli. 4 vittime e alcune decine di feriti.

  • 26/04/1917

    Monterchi e Citerna (Toscana e Umbria)

    Un terremoto di magnitudo 5,8 verificatosi nell’alta valle del Tevere. Una intensità pari al IX – X grado della scala mercalli che causò circa 30 morti.

  • 29/06/1919

    Mugello

    Un terremoto di magnitudo 6,2 che causò oltre 100 vittime, molti feriti e migliaia di senza tetto. L’intensità rilevata fu pari al IX grado della scala mercalli.

  • 07/09/1920

    Fivizzano (Garfagnana e Lunigiana)

    Un terremoto di magnitudo 6,5 registrato in Toscana. Le 300 vittime furono registrate tutte nel paese di Fivizzano. Una intensità pari al X grado della scala mercalli, un paese totalmente distrutto (non rimase nemmeno una casa abitabile) e gli abitanti costretti ad accamparsi in tende di fortuna.

  • 27/03/1928

    Carnia (Friuli)

    Un terremoto di magnitudo 5,7 che provocò una decina di morti ed ingenti danni. Una valutazione tra l’VIII e il IX grado della scala mercalli.

  • 23/07/1930

    Irpinia (Campania) – Comuni di Aquilonia e Lacedonia

    Un terremoto devastante con una magnitudo di 6,7 e un’intensità valutata nel X grado della scala mercalli. Noto anche come Terremoto del Vulture, causò altre 1400 morti e circo il 70% degli edifici crollarono nelle città di Aquilonia e Lacedonia.

  • 30/10/1930

    Senigallia (Marche)

    Un terremoto di magnitudo 5,9 colpì l’area costiera della marche. Circa 20 le vittime, intensità registrata pari all’VIII – IX grado della scala mercalli con ingenti danni anche agli edifici.

  • 18/10/1936

    Bosco Cansiglio (Veneto)

    Un terremoto di magnitudo 5,9 con intensità apri al IX grado della scala mercalli. Provoca numerosi crolli e circa 20 morti.

  • 03/10/1943

    Offida – Ascoli Piceno (Marche)

    Un terremoto di magnitudo 5,8 con ripercussioni su tutta la Provincia di Ascoli Piceno. Intensità pari al IX grado della scala mercalli con danni e alcuni morti.

  • 21/08/1962

    Ariano Irpino - Irpinia (Campania)

    Un terremoto che torna a colpire nuovamente una zona già in precedenza devastata. Magnitudo 6,2 con intensità pari al IX grado della scala mercalli, provocò una ventina di morti con gravi danni per la maggior parte degli edifici.

  • 15/01/1968

    Belice (Sicilia)

    Un terremoto di magnitudo 6,1 con intensità pari al X grado della scala mercalli. Furono 370 le vittime, migliaia gli sfollati in una zona molto ampia comprendente le Province di Agrigento, Trapani e Palermo.

  • 06/05/1976

    Friuli (Gemona)

    Un terremoto devastante, di magnitudo 6,4 che colpì un’area molto vasta della Regione Friuli. Intensità pari al IX – X grado della scala mercalli che ridusse Gemona del Friuli ad un cumulo di macerie. Più di 900 morti, migliaia di sfollati e più di 15.000 persone persero il lavoro a seguito della distruzione delle loro fabbriche. Per la prima volta le immagini del terremoto vengono trasmesse in televisione.

  • 15/04/1978

    Golfo di Patti (Messina)

    Un terremoto di magnitudo 6,1 tornò a colpire la Sicilia nella Provincia di Messina. Intensità pari all’VIII grado della scala mercalli, alcuni crolli di edifici, molta paura ma nessun morto.

  • 19/09/1979

    Valnerina (Umbria)

    Un terremoto di magnitudo 5,9 che provocò danni a Norcia e Cascia. I morti furono 5 e l’intensità registrata pari all’VIII – IX grado della scala mercalli.

  • 23/11/1980

    Irpinia e Basilicata

    Un terremoto tra i più devastanti della storia italiana. Una magnitudo di 6,9 con intensità sulla scala mercalli pari al X grado. La scossa durò circa 90 secondi, danni si registrarono fino nella Città di Napoli e i morti furono quasi 3000. Si registrano ritardi nei soccorsi e tutte le vie di comunicazioni sono bloccate; qualche giorno dopo arrivano nella zona aiuti e Volontari da tutta Italia.

  • 07/05/1984

    San Donato Val di Comino (FR) – Lazio e Abruzzo

    Un terremoto di magnitudo 5.9 sconvolge le zone limitrofe alla Marsica, dove già precedenti terremoti avevano distrutto numerose città. Una intensità dell’VIII grado della scala mercalli con più di 70 Comuni coinvolti e un numero di vittime pari a 7.

  • 05/05/1990

    Basilicata (Provincia di Potenza)

    Un terremoto di magnitudo 5,8 per una intensità pari al VII – VIII grado della scala mercalli. Perdono la vita 4 persone e si registrano alcuni danni agli edifici.

  • 26/09/1997

    Umbria - Marche

    Molte scosse di terremoto ravvicinate nel tempo e che culminano con la scossa più forte di magnitudo 6,0. L’intensità registrata sarà pari al IX grado della scala mercalli e persero la vita 11 persone. Nel tragico terremoto crollò una volta della Basilica di San Francesco ad Assisi e le immagini fanno il giro del mondo. Migliaia le persone che rimangono senza casa; vengono allestiti tendopoli sia in Umbria che nelle Marche.

  • 31/10/2002

    San Giuliano di Puglia (CB) Molise

    Un terremoto di magnitudo 5,8 colpisce la città di San Giuliano di Puglia in Molise. Si registrò una intensità pari all’VIII – IX grado della scala mercalli e nella cittadina crollò un’intera scuola. In totale vi furono 30 morti, di cui 27 erano i bambini appartenenti alla scuola crollata. Migliaia gli sfollati anche a seguito di numerose scosse che si verificarono nei giorni seguenti.

  • 06/04/2009

    L’Aquila (Abruzzo)

    Il terremoto de L’Aquila, una magnitudo pari a 6,3, per una delle più gravi sciagure del XXI secolo. Saranno 308 i morti accertati, più di 80.000 sfollati per i quali vengono attrezzate tendopoli grazie all’aiuto di migliaia di Volontari arrivati da ogni parte d’Italia. L’intensità misurata sarà pari al IX – X grado della scala mercalli e nei crolli venne coinvolto anche l’edifico che ospita la Casa dello Studente.

  • 20 e 29/05/2012

    Emilia Romagna

    Due scosse a distanza ravvicinata rispettivamente di magnitudo 5,9 e 5,7 mettono in ginocchio l’intera pianura padana. VIII grado della scala mercalli e un totale di 27 morti sono stati i numeri di un terremoto che ha sconvolto l’intera economia del centro Italia; furono infatti moltissimi i capannoni industriali gravemente danneggiati. Furono allestite numerose tendopoli per assistere la popolazione rimasta senza la propria abitazione.

Museo della Protezione Civile

  • Ciao benvenuti nel Museo della Protezione Civile. Oggi potrai vedere la storia dei principali terremoti che sono avvenuti in Italia a partire dal 1900; per alcuni di loro, cliccando sulla rispettiva data, potrai vedere alcune immagini storiche. Quelli che trovi in questa sezione sono solo i terremoti più importanti perché quasi ogni giorno si verificano nuovi terremoti in Italia. Non ti resta che iniziare questo fantastico viaggio nella storia dei terremoti!

  • 17/11/1908

    Alluvione in Sicilia e Calabria

    Da un quotidiano dell’epoca si legge: “La città di Catania è allagata da un’alluvione. Il servizio tranviario sospeso, negozi chiusi, la nave greca Kaddie carica di zucchero si arena sulla spiaggia. A Riposto, dove in due ore cadono 465 millimetri di pioggia in due ore, l’alluvione dirocca moltissime case, facendo vittime. Interrotte le linee ferroviarie Catania-Siracusa e Catania-Messina. Tutte le zone tra Acireale, Taormina, Mascali, Riposto e Giarre sono ridotte a un grande lago. In provincia di Messina la pioggia causa frane nei piccoli di comuni di Letojanni e Giardini. Guasti alle linee ferroviarie anche a Siracusa: oltre cento viaggiatori restano bloccati alla stazione di Priolo, allagata. Situazione grave anche in Calabria. A Catanzaro, dopo una pioggia di quarantotto ore un palazzo è crollato. I vicini, sentendo il fragore del crollo, hanno pensato si trattasse di un terremoto e sono fuggiti per la strada. In vari punti della provincia sono avvenute delle frane. Case crollate anche a Reggio Calabria. Non si sa quanti siano morti, si calcola almeno una ventina di persone.

  • 24/10/1910 –
    Alluvione in Campania

    Circa 200 morti molti dei quali avvenuti nel paese di Cetara (SA)

  • 20/11/1920

    Alluvione in Friuli

    Una disastrosa alluvione, dal torrente Corno, allagò tutti i paesi e le campagne della valle del Corno, da Farla di Majano a Codroipo causando gravi danni ai centri abitati, con allagamenti e crolli di abitazioni, morte di bestiame e animali da cortile, rovinando le strade e causando il crollo di quasi tutti i ponti lungo l'asta del torrente, nonché devastando tutte le campagne rivierasche dove era ancora il granoturco da raccogliere.

  • 01/12/1923

    Disastro del Gleno (BZ)

    Una delle arcate centrali della diga cedette e le acque del lago artificiale si riversarono nella vallata sottostante provocando 356 vittime. “1 dicembre 1923, tra le 7 e le 7.15, il guardiano della diga (l’unica persona presente), mentre sta per avviare l’invio di acqua alla sottostante centrale, avverte un forte tonfo ed alcune vibrazioni nella struttura da cui cadono frammenti di muratura. Improvvisamente nella diga si apre uno squarcio di circa 80 m (sui 260 totali), dando libero sfogo a 6 milioni di mc di acqua che irrompono nella valle del Povo come un’immensa onda di tsunami, provocando un disastro catastrofico. Il paese di Bueggio, il più vicino alla diga, viene spazzato via, poi tocca a Dezzo dove l’acqua giunge circa un quarto d’ora dopo e provoca forti distruzioni nella fornace e nella centrale idroelettrica. L’onda impazzita e senza freni percorre l’intera valle, finendo la corsa addirittura in Val Camonica, nei pressi di Darfo Boario Terme, per esaurirsi nel lago di Iseo, circa a 45 minuti dal verificarsi dello squarcio e dopo 20 km di tragitto a folle velocità.”

  • Palermo

    Strariparono i principali fiumi che attraversano la città, l'Oreto, il Kemonia e il Papireto, con una conseguente inondazione di quasi tutti i quartieri, tale evento per intensità ed entità dei danni, non si è più verificato a oggi, nel capoluogo siciliano. Inoltre, crollarono mura e alti edifici.

  • 02/11/1944

    Alluvione di Grosseto

    Un violento nubifragio colpì la città di Grosseto provocando l'esondazione del fiume Ombrone. Grossi danni in città, completamente sommersa dalla piena. “L’alluvione aveva colpito una città già provata e distrutta dai bombardamenti, dei quali in qualche modo completò crudelmente l’opera. In quell’occasione gli abitanti di Grosseto, prostrati, ma non sconfitti, sollevarono subito la testa e si dedicarono con tenacia alla ricostruzione della loro città e della loro vita. Nei due decenni che seguirono la guerra, la Maremma si era scrollata di dosso molte pesanti zavorre del suo passato, aiutata anche dalla più favorevole congiuntura economica, e, seppur faticosamente, aveva cominciato a sperimentare una nuova sensazione di tranquillità.”

  • 04/11/1948

    Alluvione in Piemonte

    Esondazione dei torrenti Borbore, Triversa e fiume Tanaro. 16 morti (aumentati a 49 con i violenti nubifragi del 12-14 settembre) oltre 400 senza tetto. Anche quel 4 settembre era un sabato, piovoso in modo eccezionale già dai giorni precedenti e minacciosa in maniera fosca sin dall’alba,” ….nubi nere e basse attraverso le quali filtrava faticosamente una luce sinistra e livida”, ricorderà pochi anni dopo un articolo dedicato all’avvenimento apparso sulla rivista del comune1; in breve milioni di metri cubi d’acqua vennero a scaricarsi sull’astigiano, nell’ora fra mezzogiorno e l’una, poco prima che le acque del Borbore iniziassero a d invadere la città, le precipitazioni raggiunsero i 62 millimetri, contro una media annuale, per il Piemonte, di circa 900. Furono i torrenti, ancor più che il Tanaro, a dimostrarsi incapaci nel contenere quella enorme massa d’acqua. Già il giorno precedente, venerdì’, il Triversa prima, il Borbore poi avevano invaso i campi ed in più tratti le strade attorno ad Asti, ed in particolare la statale per Torino, risultavano leggermente allagate.

  • 18/11/1951

    Alluvione del Fiume PO (nota anche come Alluvione del Polesine)

    A seguito di piogge intense e prolungate in ampi settori delle Alpi e dell'Appennino Settentrionale, il Fiume Po ruppe gli argini di sinistra ad Occhiobello, Malcantone e Paviole, in provincia di Rovigo, provocando la più vasta inondazione del XX secolo. Le acque del Po inondarono la città di Rovigo e numerosi paesi, fra cui Adria, Loreto e Cavarzene, e circa 980 chilometri quadrati di campagna in 38 comuni del rodigino. Le vittime furono 138, fra cui 123 morti, 7 dispersi e 8 feriti, e gli sfollati e senzatetto almeno 140.000. Si contarono almeno 52 ponti distrutti, 1200 abitazioni e 9000 strutture agricole distrutte o danneggiate. I danni all'agricoltura furono particolarmente severi; si contarono oltre 13.000 animali morti o dispersi, 100.000 tonnellate di grano andarono perdute, e oltre 21.000 ettari di coltivazioni diverse furono danneggiate. L'inondazione colpì una regione già molto povera ed economicamente poco sviluppata, costringendo parte della popolazione ad emigrare in altre regioni italiane. Nello stesso anno si registrano molti altri eventi alluvionali nel resto d’Italia. Proverbio polesano: "le acque sta via ani mesi, e po' le torna ai so paesi" (G.A. Cibotto, Cronache dell'alluvione, Venezia, Marsilio, 1980).

  • 21/10/1953

    Alluvione di Reggio Calabria

    Nello stesso anno di registrarono molti altri eventi alluvionali nel resto d’Italia ma quello maggiormente devastante fu quello che colpì Reggio Calabria. Il titolo di un giornale dell’epoca: “Alluvione in Calabria: 100 morti e 1200 senzatetto nella sola provincia di Reggio Calabria (22 ottobre 1953)”

  • 25-26/10/1954

    Alluvione di Salerno

    Colate di fango e detriti prodotte da piogge particolarmente intense inondarono alcuni quartieri di Salerno e cinque paesi limitrofi (Cava dei Tirreni, Maiori, Minori, Tramonti e Vietri) causando danni ingenti alla popolazione ed alle cose. Vi furono 318 fra i morti ed i dispersi, 157 perone ferite, ed almeno 5466 fra sfollati e senzatetto. Le strade e la ferrovia che collega Napoli con il meridione d'Italia vennero distrutte in più punti.

  • 09/10/1963

    Disastro del Vajont (PN)

    Alle 20:39, fra 240 e 300 milioni di metri cubi di roccia si staccarono dalle pendici del Monte Toc, ai confini delle province di Belluno e Pordenone, e scivolarono nel lago artificiale del Vajont. L'enorme frana in roccia, una delle più ampie nelle Alpi in epoca storica, spinse l'acqua dell'invaso contro Casso ed Erto, due villaggi posti sul versante opposto a quello dal quale si staccò la frana, ed oltre la diga artificiale. Un'onda di alcune decine di metri d'altezza superò la diga, quasi senza rovinarla, e raggiunse in pochi minuti l'abitato di Longarone, che venne inondato e distrutto alle 20:46, 7 minuti dopo il distacco della frana. La disastrosa frana del Vajont provocò la morte di almeno 1921 persone, di sui sette a San Martino,almeno 151 a Frasègn, le Spesse, Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, 54 in un cantiere nei pressi della diga, 109 nel paese di Castellavazzo, a nord di Longarone, ed almeno 1759 a Longarone ed a sud del paese, lungo la valle del Piave. La notizia del disastro fece il giro del mondo. Negli Stati Uniti l'Herald Tribune intitolò: "Vajont Dam: Warning Ignored".


  • Firenze venne inondata da una piena dell'Arno. L'inondazione provocò danni ingenti in tutta la Toscana, ed in particolare nel bacino dell'Arno, e produsse un impatto tremendo sul patrimonio storico, artistico e culturale, in particolare a Firenze. Molti capolavori del rinascimento Italiano, fra cui la chiesa di Santa Croce e la sua piazza, il Cristo di Cimabue, affreschi del Vasari, di Paolo Uccello e di Botticelli vennero danneggiati. Oltre 3000 oggetti d'arte e più di un milione e mezzo di documenti storici raccolti nel Museo di Santa Croce e nella Libreria Nazionale, posta a poche decine di metri dall'Arno, furono danneggiati e molti andarono distrutti. I danni alla popolazione furono rilevanti. In Toscana i morti furono 48 ed i dispersi 5, in cinque province. Gli sfollati ed i senzatetto furono oltre 46.600. L'inondazione dell'Arno a Firenze fu l'ultima di una serie di oltre 50 eventi alluvionali che hanno interessato la città a partire dal XII secolo, delle quali le più importanti e distruttive avvennero nel 1177, 1269, 1288, 1333, 1380, 1589, 1740, 1844 e nel 1864. Cosa poco nota è che lo stesso evento meteorologico che provocò l'inondazione a Firenze, scaricò ingenti quantità di pioggia lungo tutto l'arco alpino orientale, nella pianura Veneta, e nella bassa pianura Padana, causando inondazioni e frane in Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed in Emilia-Romagna. Le vittime prodotte dalle frane e dalle inondazioni nell'Italia nord-orientale furono 88, in otto province: Bolzano (5), Trento (25), Belluno (29), Treviso (2), Venezia (3), Vicenza (5), Udine (15) e Pordenone (4). Il numero degli evacuati superò 42.000, di cui 25.800 in Veneto, 15.800 in Friuli-Venezia Giulia, 800 in Emilia-Romagna e 410 in Trentino-Alto Adige. Nella bassa pianura Padana e nella pianura Veneta furono inondati almeno 137 chilometri quadrati di territorio. Danni furono riportati in 209 comuni. Solo in provincia di Belluno vennero distrutti o danneggiati oltre 4300 edifici, 528 ponti e 1346 strade, alcune delle quali in più punti. A Venezia, il 4 novembre "l'acqua alta" raggiunse il livello di 194 cm e la città venne inondata da circa 1 metro d'acqua per oltre 15 ore. Si trattò dell'evento d'acqua alta più significativo a partire dal 1910.

  • 7-8/10/1970

    Alluvione di Genova

    Genova venne inondata dai fiumi Polcevera, Leiro e Bisagno, che superarono gli argini in più punti. Piogge localizzate ma molto intense, tipiche della costa ligure, fecero cadere 900 mm d'acqua in 24 ore, corrispondenti al 90% della pioggia media annua. I danni maggiori si ebbero a Genova, ma danneggiamenti si ebbero anche in altri 20 comuni delle province di Genova ed Alessandria. Due linee ferroviarie e molte strade furono interrotte in più punti dalle inondazioni e dalle frane. Le vittime furono 44, di cui 35 morti, 8 dispersi, ed un ferito. Gli sfollati furono oltre 2000, ed i senzatetto almeno 185. La perdita economica nella sola città di Genova fu stimata in 45 miliardi di lire (1970). Il danno al patrimonio artistico fu notevolissimo. Il pian terreno di decine di edifici storici, molti di epoca medioevale, furono allagati e lo rimasero per parecchie ore.

  • 19/07/1985

    Disastro della Val di Stava

    Alle 12:24, crollarono le strutture di ritenzione di due laghi artificiali utilizzati per scopi minerari nei pressi di Tesero, in Trentino. Il repentino svuotamento dei laghi produsse una colata di fango che si alimentò dell'acqua dei laghi e del materiale di scarto dell'estrazione mineraria di cui erano composte le opere di ritenzione, e produsse la più estesa colata di fango in Italia in epoca storica. Oltre 230 milioni di metri cubi di detriti, fango ed acqua colarono, a velocità sostenuta, lungo la valle del Torrente Stava, raggiungendo dopo solo 7 minuti dal crollo il paese di Tesero. Nel paese la colata di fango investì ed inondò diversi edifici, causando la morte di 268 ed il ferimento di almeno 30 persone. Almeno 70 edifici vennero distrutti o danneggiati. Il danno economico fu stimato in 8,5 miliardi di lire (1985).

  • 17-19/07/1987

    Alluvione della Valtellina

    In Valtellina (Lombardia), piogge intense e prolungate causarono centinaia di frane e colate di detrito, e l'esondazione in più punti del Fiume Adda e dei suoi tributari. Il 28 luglio, una valanga di roccia di 35 milioni di metri cubi si staccò dal Monte Zandilla, circa 7 km a sud di Bormio, e cadde nella valle dell'Adda, ostruendola. In totale si contarono 49 morti, 12 dispersi e 31 feriti. La sola valanga di roccia causò 27 morti e 9 feriti. A valle della grande frana vennero evacuate oltre 20.000 persone per diverse settimane. Danni vennero rilevati in 162 comuni, in 5 province (Sondrio, Como, Lecco, Bergamo e Brescia), per un danno economico totale valutato fra 1000 e 2000 miliardi di lire (1987).

  • Settembre 1992 e 1993

    Alluvione di Genova

    Nell’arco di poco più di un anno Genova vede allargarsi per ben due volte. Esondano dapprima i torrenti Bisagno e Sturla, successivamente Varenna, Leira, San Pietro ed altri corsi d'acqua del ponente genovese. Fortunatamente non si registrano vittime.

  • 5/11/1994

    Alluvione del Piemonte

    L'Italia nord-occidentale venne interessata da un evento meteorologico particolarmente intenso. La regione più colpita fu il Piemonte, dove decine d'inondazioni e migliaia di frane causarono 172 vittime, fra cui 78 morti, un disperso e 93 feriti. Gli evacuati furono 9500. I danni interessarono 496 comuni, e furono particolarmente gravi per le infrastrutture. I ponti distrutti furono 10, e quelli danneggiati almeno 100. Nel Piemonte meridionale alcuni centri abitati rimasero isolati per diversi giorni a causa dei danni prodotti dalle frane in molti punti. Oltre 10.000 persone rimasero temporaneamente disoccupate. I danni maggiori si verificarono nella valle del F. Tanaro, ad Alba, Asti ed Alessandria. Le stime del danno economico prodotte dall'alluvione variano fra 15.000 3 25.000 miliardi di lire (1994), pari a 1,2% del prodotto nazionale lordo del 1994.

  • 13/03/1995

    Alluvione della Sicilia

    Torrenti in piena, mareggiate, bufere di vento: interrotte strade, autostrade e ferrovie. Affonda la nave greca "Pelhunter" a 140 miglia a Sud Est delle coste catanesi

  • 13/06/1996

    Alluvione della Versilia

    In Versilia oltre 150 mm di pioggia in 1 ora, ed oltre 450 mm di pioggia in 4 ore, causarono 13 morti e centinaia di senzatetto. Fu distrutto il paese di Cardoso e semi-distrutto Ponte Stazzemese.

  • 05/05/1998

    Alluvione di Sarno e Quindici

    Un evento piovoso interessò il massiccio del Pizzo d'Alvano, ad est di Napoli. Le piogge, non particolarmente intense, innescarono numerose colate di detrito. Le colate interessarono i suoli vulcanici non consolidati e furono particolarmente distruttive. Gli abitati di Episcopio, Siano, Bracigliano e Quindici vennero inondati da ripetute ondate di fango e detriti. Si contarono 157 morti, 5 dispersi e 70 feriti, in almeno 13 diverse località. Gli sfollati ed i senzatetto furono centinaia. L'evento produsse un notevole impatto in tutta l'Itala ed all'estero, trasformandosi in un inedito evento mediatico e motivando l'emanazione di una nuova legislazione sulle procedure per la valutazione del rischio da frana e d'inondazione in Italia.

  • 10/09/2000

    Alluvione in Calabria

    Un intenso evento piovoso provocò la piena del Torrente Beltrame a Soverato, in Calabria. Al Camping "Le Giare" l'inondazione causò 11 vittime, 4 dispersi e 25 feriti. Vi furono danni gravi e sfollati in tutta la calabria ionica.

  • 13-16/10/2000

    Alluvione in Piemonte

    L'Italia nord-occidentale venne nuovamente interessata da un evento meteorologico particolarmente intenso. Nelle Alpi occidentali caddero fino a 600 mm di pioggia in 48 ore. Le piogge intense produssero numerose frane, colate di detrito ed inondazioni in Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria. I danni maggiori si ebbero in Valle d'Aosta. Le colate di detrito causarono la morte di 6 persone a Pollein e 7 a Fenis. A Donnas la Dora Baltea inondò gran parte del fondovalle. Ad Ivrea, la Dora Baltea inondò una parte della città. A Torino, il livello idrometrico del Po arrivò a pochi centimetri dal superamento degli argini. Al termine dell'evento, in tutta l'Italia nord-occidentale si contarono 37 fra morti e dispersi, oltre 40.000 persone evacuate, ed almeno 3000 persone temporaneamente disoccupate. Il danno economico fu stimato in oltre 2.500 milioni di euro (2001).

  • Agosto e Settembre 2003

    Nel giro di pochi mesi vengono registrato tre eventi alluvionali in Provincia di Udine, Taranto e Massa-Carrara. Alla fine si conteranno una decina di morti e moltissimi danni.

  • 1/10/2009

    Alluvione nella Provincia di Messina

    A causa delle forti piogge e del dissesto idro-geologico della zona a carattere torrentizio, si generano una serie di colate detritiche che travolgono numerose abitazioni e automobilisti tra Giampilieri Superiore e Scaletta Zanclea

  • 4/11/2011

    Alluvione di Genova e delle Cinqueterre

    L’anno 2011 conta numerose alluvioni (ben 4 di rilievo nel corso dell’anno) ma la più importante è sicuramente quella che colpisce Genova e le Cinqueterre a cavallo dei mesi di Ottobre e Novembre causando la morte di 6 persone solo a Genova (di cui 2 bambini) e 13 nelle altre zone della Provincia oltre ad innumerevoli danni.

  • 11-12/11/2012

    Alluvione della Maremma Grossetana

    Nel mese di Novembre 2012 dapprima si verificano alluvioni nella Provincia di Massa e Carrara è poi la volta dell’Umbria nella zona dell’orvietano ma l’apice di distruzione si ha in Provincia di Grosseto dove vengono registrate 6 vittime. Esondazione dei torrenti e del fiume Albegna. I centri abitati di Albinia e Marsiliana allagati. Piena record dell'Ombrone, ma nessun danno in città. Tre morti a Marsiliana per il crollo di un ponte e un morto a Capalbio per la piena del Chiarone. Una vittima rinvenuta a Capalbio Scalo nelle acque del Lago di Burano tre giorni dopo l'alluvione.

  • 18/11/2013 Alluvione in Sardegna

    Un fronte temporalesco dal Mar Tirreno si sposta verso la Sardegna Nord-orientale. Precipitazioni molto intense vanno avanti per oltre 20 ore. Si registrarono accumuli pluviometrici record, anche superiori ai 300 millimetri. Ponti crollati, viabilità in tilt, campagne allagate. Nel tardo pomeriggio di lunedì 18 novembre la tempesta si abbatte con particolare violenza su Olbia, città dove si è registrato il maggior numero di vittime. Registrate piene record dei fiumi Cedrino e Posada, in particolare quest'ultimo che con oltre 3.000 m³/s inonda il paese di Torpè. Alla fine saranno 18 le vittime.

  • 2014

    L’anno 2014 conta numerosi eventi alluvionali. La conta delle vittime sarà pari a 13 nell’intero anno, di cui 4 verificatesi nell’alluvione di Refrontolo (TV), dove un violento nubifragio colpisce in serata la valle del torrente Lierza, causando una piena secolare del corso d'acqua stesso che presso il molinetto della Croda, straripa investendo un centinaio di persone che erano riunite sotto un ampio gazebo per festeggiare una manifestazione locale. Nel corso del 2014 ricordiamo le seguenti alluvioni: Modena, Ponsacco, Senigallia e Chiaravalle, Milano, Valfreddana, Gargano, Imola e alta Romagna, Genova, Alessandria, Parma e Maremma.

  • 5-6/02/2015

    Alluvioni e mareggiate in Romagna

    Il Mare, con la sua violenza, è riuscito a scavalcare e poi "mangiarsi" le dune di Sabbia che vengono fatte in Autunno proprio per proteggere la costa dalle Mareggiate. Una volta superate le dune le onde si sono abbattute contro gli stabilimenti balneari causando danni enormi. Il Mare è poi entrato in moltissime aree abitative poste sulla costa allagando numerosi negozi ed abitazioni. Tutto questo avveniva sulla costa mentre nell’entroterra moltissime zone del riminese, del forlivese, del bolognese e ravennate venivano completamente allagate.

  • 12/08/2015

    Alluvione della Calabria Jonica

    Una violenta alluvione colpisce la Calabria jonica, tra Corigliano e Rossano. La pioggia, caduta torrenziale (160mm a Corigliano Calabro) ha provocato l’allagamento di case e strade, trascinando le auto in sosta e facendole ammassare nella zona del lungomare Sant’Angelo. Per fortuna non si registrano vittime.

  • 24/08/2015

    Alluvione in Provincia di Pisa, Siena e Grosseto

    Il mese di Agosto vede più volte allagamenti in Toscana. Dapprima viene colpita Firenze, poi la Provincia di Massa e Carrara e proprio nei giorni a cavallo del 24 agosto si ha il culmine con pesanti allagamenti anche nella città di Pisa. Non si registrano vittime.

  • Fonti

    - Sistema informativo sulle catastrofi idrogeologiche

    -

    -

    -

LA PROTEZIONE CIVILE

La “PROTEZIONE CIVILE” è l’insieme delle attività messe in campo al fine di tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.

LA PROTEZIONE CIVILE

Quindi... la Protezione Civile ha il compito di aiutare i cittadini quando si verifica un pericolo.

LA PROTEZIONE CIVILE

Ma la Protezione Civile svolge molte altre attività che raggruppiamo in 4 categorie principali:

PREVISIONE

PREVENZIONE

SOCCORSO

SUPERAMENTO DELL'EMERGENZA

PREVISIONE

Definizione nella legge italiana: attività, svolte anche con il concorso di soggetti scientifici e tecnici competenti in materia, dirette all'identificazione degli scenari di rischio probabili e, ove possibile, al preannuncio, al monitoraggio, alla sorveglianza e alla vigilanza in tempo reale degli eventi e dei conseguenti livelli di rischio attesi.

PREVISIONE

La Protezione Civile, al fine di anticipare i pericoli, svolge importanti attività di previsione, studiando e analizzando dati e informazioni che provengono da numerosi strumenti sparsi sul territorio.

PREVENZIONE

Definizione nella legge italiana: attività volte a evitare o a ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo, anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione. La prevenzione dei diversi tipi di rischio si esplica in attività non strutturali concernenti l'allertamento, la pianificazione dell'emergenza, la formazione, la diffusione della conoscenza della protezione civile nonché l'informazione alla popolazione e l'applicazione della normativa tecnica, ove necessarie, e l'attività di esercitazione.

PREVENZIONE

Quindi attraverso la prevenzione mettiamo in campo una serie di attività che hanno l’obiettivo di ridurre il più possibile i rischi.

SOCCORSO

Definizione nella legge italiana: attività volte a evitare o a ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo, anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione. La prevenzione dei diversi tipi di rischio si esplica in attività non strutturali concernenti l'allertamento, la pianificazione dell'emergenza, la formazione, la diffusione della conoscenza della protezione civile nonché l'informazione alla popolazione e l'applicazione della normativa tecnica, ove necessarie, e l'attività di esercitazione.

SOCCORSO

Quando si verifica un fatto catastrofico (come un terremoto o un’alluvione), la protezione civile porta il suo aiuto alla popolazione in difficoltà.

SUPERAMENTO DELL'EMERGENZA

La legge italiana definisce così il superamento dell’emergenza: consiste unicamente nell'attuazione, coordinata con gli organi istituzionali competenti, delle iniziative necessarie e indilazionabili volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita.

SUPERAMENTO DELL'EMERGENZA

In seguito ad una situazione di emergenza, spesso occorre che passi del tempo prima che si possa tornare alla normalità. In caso di terremoto per esempio, molte persone possono perdere la loro abitazione ed essere costrette a vivere in tende o casette di legno. Chiamiamo superamento dell’emergenza, tutto il tempo necessario per tornare alla normalità.

CHI è LA PROTEZIONE CIVILE?

TALE SISTEMA È CHIAMATO SERVIZIO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE

CHI è LA PROTEZIONE CIVILE?

LE COMPONENTI OPERATIVE DELLA PROTEZIONE CIVILE SONO:

CHI è LA PROTEZIONE CIVILE?

LE COMPONENTI OPERATIVE DELLA PROTEZIONE CIVILE SONO:

CHI è LA PROTEZIONE CIVILE?

A livello nazionale il coordinamento di questo Sistema complesso spetta al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile che rappresenta una struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il Capo della Protezione Civile è pertanto lo stesso Capo del Governo (Presidente del Consiglio) che viene supportato nelle sue attività dal Capo del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile

CHI è LA PROTEZIONE CIVILE?

IL CONTRIBUTO DEGLI ENTI LOCALI E FONDAMENTALE

La Regione attraverso il Servizio di Protezione Civile regionale svolge molte attività in materia di Protezione Civile.

Il Comune attraverso il Sindaco, prima autorità responsabile di Protezione Civile, governa il territorio, definisce il Piano Comunale di Emergenza (o di Protezione Civile) e gestisce i soccorsi sul territorio.

CHI è LA PROTEZIONE CIVILE?

In Italia tuttavia uno dei contributi maggiori alla Protezione Civile è garantito dalle Organizzazioni di Volontariato. Milioni di Cittadini che dedicano il loro tempo libero ad aiutare il prossimo, in maniera del tutto gratuita. Sono più di 4.000 le Organizzazioni di Volontariato nel campo della Protezione Civile che racchiudono al loro interno Volontari sempre più organizzati, formati e preparati. L’attività dei Volontari viene svolta quotidianamente nell’ambito della previsione e prevenzione dei rischi. Sono come SENTINELLE attive sul territorio pronte a segnalare qualsiasi problematica o qualsiasi tipo di pericolo.

CHI è LA PROTEZIONE CIVILE?

I Volontari operano anche nelle grandi emergenze e molto spesso li vediamo in televisione come per esempio durante uno degli ultimi forti terremoti che, nel 2009, ha colpito la Regione Abruzzo e in particolare la Città di L’Aquila.

NOI COME POSSIAMO AIUTARE
LA PROTEZIONE CIVILE?

OGNI CITTADINO PUò AIUTARE LA PROTEZIONE CIVILE:

rispettando le regole e l’ambiente;

imparando a conoscere i corretti comportamenti da adottare in caso di emergenza;

informandosi sui contenuti del Piano Comunale di Protezione Civile;

segnalando i pericoli al Comune o al Sindaco.

NOI COME POSSIAMO AIUTARE
LA PROTEZIONE CIVILE?

AVVISA SEMPRE I TUOI GENITORI QUANDO NOTI QUALCOSA DI STRANO E CERCA INSIEME A LORO DI PREPARARTI AL MEGLIO ALLE SITUAZIONI DI EMERGENZA!

Prima di tutto

Informati sulla classificazione sismica del Comune in cui risiedi. Devi sapere quali norme adottare per costruire o ristrutturare edifici e soprattutto devi capire cosa fare durante un’emergenza e come prepararti al meglio. Chiedi in Comune maggiori informazioni sul PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE.

Prima di tutto

Inoltre, insieme ai tuoi genitori, ricorda di approfondire la conoscenza della tua casa per renderla più sicura. Puoi farlo iniziando con qualche piccola verifica oppure chiedendo aiuto a qualche tecnico esperto.

Prima di tutto

IN OGNI CASO ECCO QUALCHE UTILE CONSIGLIO:

Controlla quando è stata costruita e verifica se in quel periodo il tuo Comune era in zona sismica o meno (la classificazione sismica viene spesso aggiornata, è bene quindi avere sempre le idee chiare);

Prima di tutto

IN OGNI CASO ECCO QUALCHE UTILE CONSIGLIO:

Informati con quali materiali è stata costruita. Per esempio, muri con materiali misti sono più vulnerabili di quelli regolari e costruiti a regola d’arte;

Prima di tutto

IN OGNI CASO ECCO QUALCHE UTILE CONSIGLIO:

Il tetto è un elemento critico che va analizzato attentamente;

Prima di tutto

IN OGNI CASO ECCO QUALCHE UTILE CONSIGLIO:

Valuta sempre lo stato della tua abitazione. Tieni sotto controllo crepe sui muri, irregolarità sul pavimento o sui muri sia interni che esterni. Se noti segnali di peggioramento chiama un tecnico, del resto se la casa è malata necessita di un dottore;

Prima di tutto

IN OGNI CASO ECCO QUALCHE UTILE CONSIGLIO:

In caso di lavori sulla tua abitazione affidati sempre a tecnici esperti e valuta attentamente modifiche che possono indebolire la struttura.

Cosa devi sapere

SE ABITI IN UNA ZONA A RISCHIO SISMICO:

quali sono i punti più sicuri della tua abitazione e del tuo luogo di lavoro o della tua scuola (muri portanti, travi in cemento armato);

Cosa devi sapere

SE ABITI IN UNA ZONA A RISCHIO SISMICO:

dove sono gli interruttori generali della luce, del gas e dell'acqua.

Cosa devi sapere

SE ABITI IN UNA ZONA A RISCHIO SISMICO:

Evita di tenere gli oggetti pesanti su mensole e scaffali alti. Fissa al muro gli arredi e i mobili pesanti ed alti in modo che non possano cadere durante le scosse.

Cosa devi sapere

SE ABITI IN UNA ZONA A RISCHIO SISMICO:

Se vi sono uscite di emergenza negli edifici privati o pubblici che frequenti abitualmente.

Cosa devi sapere

SE ABITI IN UNA ZONA A RISCHIO SISMICO:

Dove sono gli spazi aperti sicuri vicino alla tua casa, al tuo luogo di lavoro o alla tua scuola.

Inoltre...

Assicurati che tutte le persone che vivono con te sappiano cosa fare.

Inoltre...

Tieni in casa torce elettriche con pile di ricambio, una radio portatile a batterie e materiali utili a passare fuori casa le prime ore.

Inoltre...

Costruisci anche tu la tua safety bag personale e assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove è riposta.

In caso di scossa...

MANTIENI LA CALMA!

In caso di scossa...

PORTATI IN ZONE APERTE DOVE POSSANO GIUNGERE FACILMENTE I SOCCORSI (AREE DI ATTESA)! CONSULTA IL PIANO DELLA PROTEZIONE CIVILE DEL TUO COMUNE PER SAPERE DOVE SONO

In caso di scossa...

NON RIENTRARE NEGLI EDIFICI DANNEGGIATI SE NON ACCOMPAGNATO DAGLI OPERATORI DEL SOCCORSO!

In caso di scossa...

RICORDA! LE LINEE TELEFONICHE SONO DI VITALE IMPORTANZA PER LE OPERAZIONI DI SOCCORSO... USA IL TELEFONO SOLO PER LE REALI NECESSITA'!

In caso di scossa...

LASCIA LIBERE LE STRADE PER I MEZZI DI SOCCORSO!
NON UTILIZZARE MEZZI DI TRASPORTO PRIVATI!

In caso di scossa...

Se ti trovi all'aperto o in strada

Allontanati dagli edifici e raggiungi spazi aperti.

Se ti trovi all'aperto o in strada

Evita di andare in giro a curiosare perché è bene non avvicinarsi ai pericoli.

Se ti trovi all'interno di un edificio

Non precipitarti fuori e rimani unito ai tuoi familiari.

Se ti trovi all'interno di un edificio

SE ABITI IN UNA ZONA A RISCHIO SISMICO, DEVI CONOSCERE:

Quali sono i punti più sicuri della tua abitazione e del tuo luogo di lavoro o della tua scuola (muri portanti, travi in cemento).

Se ti trovi all'interno di un edificio

Accertati che non vi siano principi di incendio o fughe di gas. Se noti qualcosa di strano avverti subito i tuoi genitori o qualcuno che possa aiutarti.

Se ti trovi all'interno di un edificio

Terminata la scossa chiudi gli interruttori.

Se ti trovi all'interno di un edificio

Esci indossando le scarpe e non dimenticare le chiavi.

Se ti trovi all'interno di un edificio

Durante l'evacuazione da un edificio non utilizzare ascensori.

Infine

Ricorda che informarsi e studiare non basta per essere ben preparati, è necessario anche esercitarsi. La Protezione Civile può organizzare esercitazioni sul territorio comunale ma il modo migliore è quello di fare delle prove all’interno della propria abitazione.

Infine

Un’esercitazione è il modo migliore per sviluppare un Piano di Emergenza Familiare ed educare tutta la famiglia a cosa fare in caso di terremoto. Insieme a tutti i componenti della famiglia parlate della casa, del terremoto e delle azioni da mettere in campo in caso di emergenza. Decidete i ruoli di ognuno, provate le varie azioni, verificate le vie di fuga e per ogni stanza individuate le zone più sicure.

Prima di tutto dovresti sapere che...

Le alluvioni sono uno dei rischi più comuni. Anche se il rischio alluvione è un rischio normalmente prevedibile a volte il livello dell’acqua può salire improvvisamente, anche di uno o due metri in pochi minuti, pertanto è bene essere preparati piuttosto che correre ai ripari.

Prima di tutto dovresti sapere che...

Solo perché nella tua zona non vi sono state alluvioni in passato non è possibile affermare che non ce ne saranno in futuro.

Prima di tutto dovresti sapere che...

Sapere se la zona in cui vivi, studi o vai in vacanza è a rischio alluvione ti aiuta a prevenire e affrontare meglio le situazioni di emergenza. Vediamo ora come preparaci al meglio leggendo insieme alcune cose da fare. Ricorda questi consigli anche ai tuoi genitori e appena possibile preparatevi insieme ad affrontare un’emergenza!!

Ecco qualche consiglio utile:

è importante conoscere quali sono le alluvioni del tuo territorio

Ecco qualche consiglio utile:

se ci sono state alluvioni in passato è probabile che ci saranno anche in futuro

Ecco qualche consiglio utile:

in alcuni casi è difficile stabilire con precisione dove e quando si verificheranno le alluvioni e potresti non essere avvisato in tempo

Ecco qualche consiglio utile:

alcuni luoghi si allagano prima di altri. In casa, le aree più pericolose sono le cantine, i piani seminterrati e i piani terra

Ecco qualche consiglio utile:

all’aperto, sono più a rischio i sottopassi, i tratti vicini agli argini dei fiumi e ai ponti, le strade con forte pendenza e in generale tutte le zone più basse

Ecco qualche consiglio utile:

la forza dell’acqua può danneggiare anche gli edifici e le infrastrutture (ponti, argini, sottopassi) e quelli più vulnerabili potrebbero cedere o crollare improvvisamente

Cosa devi sapere:

attraversare a piedi un tratto di strada o una piazza con l’acqua che scorre veloce può essere molto pericoloso anche se l’acqua arriva sotto le ginocchia. La forza della corrente può farci cadere ed in un attimo saremmo trascinati via dall’acqua

Cosa devi sapere:

percorrere in macchina strade allagate o sottopassi può essere molto pericoloso. Con il movimento delle ruote l’acqua può arrivare fino al motore e far spegnere la macchina. Molte persone sono morte nel tentativo di mettere in salvo la propria auto

Cosa devi sapere:

una strada allagata o un sottopasso o qualsiasi altra zona diventa molto pericolosa. L’acqua sporca non ci permette di vedere il fondo, non sappiamo capire l’altezza dell’acqua e non possiamo vedere se si sono formate buche o altri ostacoli che potrebbero farci cadere

Cosa devi sapere:

in caso di zone allagate è sempre bene fermarsi e cercare un’altra strada

Anche tu, con semplici azioni, puoi contribuire a ridurre il rischio alluvione

approfitta del bel tempo per fare una passeggiata intorno a casa tua per conoscere meglio il territorio dove vivi

Anche tu, con semplici azioni, puoi contribuire a ridurre il rischio alluvione

rispetta l’ambiente e se vedi rifiuti ingombranti abbandonati vicino ai fiumi, tombini intasati, corsi d’acqua parzialmente ostruiti ecc… segnalalo al Comune

Anche tu, con semplici azioni, puoi contribuire a ridurre il rischio alluvione

chiedi al tuo Comune informazioni sul Piano di emergenza per sapere quali sono le aree alluvionabili, le vie di fuga e le aree sicure della tua città (es. Aree di Attesa)

Anche tu, con semplici azioni, puoi contribuire a ridurre il rischio alluvione

individua gli strumenti che il Comune e la Regione utilizzano per diramare allerte ed allarmi ai Cittadini e tieniti costantemente informato

Anche tu, con semplici azioni, puoi contribuire a ridurre il rischio alluvione

assicurati che la scuola o il luogo di lavoro dei tuoi genitori ricevano le allerte e abbiano un piano di emergenza per il rischio alluvione

Anche tu, con semplici azioni, puoi contribuire a ridurre il rischio alluvione

evita di conservare beni di valore in cantina o al piano seminterrato

Anche tu, con semplici azioni, puoi contribuire a ridurre il rischio alluvione

assicurati che in caso di necessità sia agevole raggiungere rapidamente i piani più alti del tuo edificio

Anche tu, con semplici azioni, puoi contribuire a ridurre il rischio alluvione

tieni in casa uno zaino con l’occorrente per affrontare una situazione di emergenza (safety bag)

Cosa fare prima di un'alluvione

Molto spesso in caso di maltempo vengono emesse delle allerte per condizioni meteorologiche avverse; in qualche modo gli esperti della Protezione Civile ci stanno dicendo che potrebbe piovere con abbondanza e ci potrebbe essere il pericolo di alluvioni. In caso di allerta pertanto è bene mantenersi informati sull’evoluzione delle condizioni meteo, evitare di dormire in seminterrati e proteggere con paratie o sacchi di sabbia locali che si trovano al piano strada e che abbiamo visto in passato che sono soliti allagarsi.

Cosa fare prima di un'alluvione

Valuta bene se mettere al riparo auto o altri materiali, evita spostamenti o percorsi in zone allagabili o vicino ai fiumi e condividi tutte le informazioni con i tuoi familiari e le persone a te vicine.

Cosa fare prima di un'alluvione

Preparati ad affrontare al meglio una possibile emergenza e nel caso la Protezione Civile ci dice di abbandonare la casa facciamolo nel più breve tempo possibile seguendo le indicazioni delle Autorità.

Cosa fare prima di un'alluvione

Se ti trovi all'aperto o in strada

allontanati dalla zona allagata: per la velocità con cui scorre l’acqua, anche pochi centimetri potrebbero farti cadere

Se ti trovi all'aperto o in strada

raggiungi rapidamente l’area vicina più elevata evitando di dirigerti verso zone che potrebbero franare. Nel caso non riesci ad individuare un punto elevato, cerca riparo dove l’acqua è meno alta e la corrente meno forte

Se ti trovi all'aperto o in strada

fai attenzione a dove cammini: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti ecc.

Se ti trovi all'aperto o in strada

evita di utilizzare l’automobile. Anche pochi centimetri d’acqua potrebbero farti perdere il controllo del veicolo o causarne lo spegnimento: rischi di rimanere intrappolato

Se ti trovi all'aperto o in strada

nel caso l’auto si spenga, esci subito e cerca riparo in una zona sicura

Se ti trovi all'aperto o in strada

evita sottopassi, argini, ponti: sostare o transitare in questi luoghi può essere molto pericoloso. La forza dell’acqua distrugge a volte anche costruzioni molto robuste

Se ti trovi all'aperto o in strada

limita l’uso del cellulare: tenere libere le linee facilita i soccorsi

Se ti trovi all'aperto o in strada

tieniti informato su come evolve la situazione e segui le indicazioni fornite dalle autorità

Se ti trovi all'interno di un edificio

non scendere in cantine, seminterrati o garage per mettere al sicuro i beni: rischi la vita

Se ti trovi all'interno di un edificio

non uscire assolutamente di casa per mettere al sicuro l’automobile o altri oggetti

Se ti trovi all'interno di un edificio

se ti trovi in un locale seminterrato o al piano terra, sali ai piani superiori. Evita l’ascensore: si può bloccare. Aiuta gli anziani e le persone con disabilità che si trovano nell’edificio

Se ti trovi all'interno di un edificio

chiudi il gas e disattiva l’impianto elettrico. Non toccare impianti e apparecchi elettrici con mani o piedi bagnati

Se ti trovi all'interno di un edificio

limita l’uso del cellulare: tenere libere le linee facilita i soccorsi

Se ti trovi all'interno di un edificio

tieniti informato su come evolve la situazione e segui le indicazioni fornite dalle autorità

Se ti trovi all'interno di un edificio

in caso sia necessario sali in alto fino sul tetto. Nel salire in alto ricorda di portare con te la safety bag e i tuoi amici animali.

Cosa fare dopo un'alluvione

Subito dopo un’alluvione i Soccorritori si apprestano ad aiutare le persone in difficoltà. Un buon aiuto consiste nel lasciare libere le strade e rispettare tutte le indicazioni fornite dalle Autorità.

INOLTRE:

Cosa fare dopo un'alluvione

segui le indicazioni delle autorità prima di intraprendere qualsiasi azione come rientrare in casa, spalare fango, svuotare acqua dalle cantine ecc.

Cosa fare dopo un'alluvione

non transitare lungo strade allagate: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti o cavi elettrici tranciati. Inoltre, l’acqua potrebbe essere inquinata da carburanti o altre sostanze

Cosa fare dopo un'alluvione

fai attenzione anche alle zone dove l’acqua si è ritirata: il fondo stradale potrebbe essere indebolito e crollare

Cosa fare dopo un'alluvione

ricorda ai tuoi genitori che prima di riattivare il gas e l’impianto elettrico è necessario fare delle verifiche. Per sicurezza richiedi il parere di un tecnico

Cosa fare dopo un'alluvione

prima di bere l’acqua dal rubinetto assicurati che ordinanze o avvisi comunali non lo vietino; non mangiare cibi che siano venuti a contatto con l’acqua dell’alluvione: potrebbero essere contaminati

Cosa fare dopo un'alluvione

stai al sicuro e cerca di rimanere sempre informato. Subito dopo un alluvione possono verificarsi ancora fenomeni di allagamenti repentini dovuti a condizioni meteo instabili; inoltre l’ambiente circostante potrebbe apparire notevolmente modificato e con un elevato numero di pericoli

Per qualsiasi dubbio

Per qualsiasi dubbio chiedi al Sindaco del tuo Comune maggiori informazioni sul Piano Comunale di Protezione Civile e su cosa fare in caso di Emergenza.

Riempi la safety bag trascinando con il mouse gli oggetti riposti sullo scaffale. Dopo aver messo gli ogetti nella borsa clicca sul tasto “CONTROLLA” per verificare se hai scelto gli oggetti giusti!

Scarica la check-list completa degli oggetti che possono essere inseriti all’interno della nostra safety bag!

Torcia elettrica

Acqua

Barrette cereali

Radio

Video giochi

Medicinali personali

Kit di primo soccorso

Mappa della città

Guida turistica

Pennarelli

Bussola

Banane

Filo interdentale

Pettine

Orologio

Ago e filo

Costume

Smalto

Coperta

Pile

Scarpe da calcio

Palla

Libro di narrativa

Yogurt

Occhiali da sole

Pattini

Profumo

PAGINA IN COSTRUZIONE

Terremoto / Sisma : earthquake / seism

Shaking of the Earth caused by a sudden movement of rock beneath its surface.

Epicentro : epicentre

That point on the Earth's surface directly above the hypocenter of an earthquake.

Emergenza : Emergency

Intensità : intensity

A measure of the effects of an earthquake at a particular place on humans, structures and (or) the land itself. The intensity at a point depends not only upon the strength of the earthquake (magnitude) but also upon the distance from the earthquake to the point and the local geology at that point. Today, the Modified Mercalli Scale is commonly used to rank the intensity from I to XII according to the kind and amount of damage produced.

Ipocentro : hypocenter or focus

That point within the Earth from which originates the first motion of an earthquake and its elastic waves.

Faglia : fault

Magnitudo : magnitude

A quantity characteristic of the total energy released by an earthquake, as contrasted with intensity, which describes its effects at a particular place. A number of earthquake magnitude scales exist, including local (or Richter) magnitude, body wave magnitude, surface wave magnitude, moment magnitude, and coda magnitude. Commonly, earthquakes are recorded with magnitudes from 0 to 8, although occasionally large ones (M=9) and very small ones (M= -1 or -2) are also recorded. (Noson, et.al., 1988)

Maremoto : tsunami

A tsunami is a series of very long wavelength ocean waves caused by the sudden displacement of water by earthquakes, landslides, or submarine slumps. Ordinarily, tsunamis are produced only by earthquakes exceeding magnitude 7.5. In the open ocean, tsunami waves travel at speeds of 600-800 kilometers per hour, but their wave heights are usually only a few centimeters. As they approach shallow water near a coast, tsunami waves travel more slowly, but their wave heights may increase to many meters, and thus they can become very destructive. (Noson, et.al., 1988)

Onda sismica : seismic wave

Piano di Emergenza Comunale : Municipality Emergency Plan

Placche : plates

Pieces of crust and brittle uppermost mantle, perhpas 100 kilometers thick and hundres or thousands of kilometers wide, that cover the Earth's surface. The plates move very slowly over, or possibly with, a viscous layer in the mantle at rates of a few centimeters per year. (Noson, et.al., 1988)

Previsione : forecast/prevision

Prevenzione : prevention

Rischio : hazard

Scala Mercalli : Modified Mercalli Intensity Scale
(see Intensity)

Scala Richter : Richter Magnitude Scale (see Magnitude)

Sciame sismico : foreshock

A small tremor that commonly precedes a larger earthquake or main shock by seconds to weeks and that originates in or near the rupture zone of the larger earthquake.

Scossa : shake

Sindaco : mayor

Sismografo : seismograph

An instrument that records the motions of the Earth, especially earthquakes.

Sismologia : seismology

A science that studies earthquakes.

Sistema di Protezione Civile : Civil Protection System

Soccorso : rescue

Superamento dell’emergenza : the phase after the emergency

Zonazione sismica : seismic classification

Methodology to analyze the territory in order to evaluate the local conditions of subsoil that can modify the characteristics of the earthquake.


Fonti:

  1. USGS National Earthquake Information Center, 1999
  2. Wikipedia
  3. Istituto Nazionale di Geofica e Vulcanologia - INGV

Alluvione : flood

The inundation of land that is normally dry through the overflowing of a body of water, especially a river. Floods are one of the most common hazards in the United States, however not all floods are alike. Some floods develop slowly, while others such as flash floods, can develop in just a few minutes and without visible signs of rain. Additionally, floods can be local, impacting a neighborhood or community, or very large, affecting entire river basins and multiple states.

Acqua : water

Fiume : river

Pioggia : rain

Precipitazione/Acquazzone : rainfall

Tempesta : storm

Allagamento: flash flood

Sudden and unexpected flooding caused by sudden local heavy rainfall or rainfall in another area. Often defined as flooding which occurs within six (6) hours of the rainfall event.

Area alluvionabile : floodplain

Any land area susceptible to being inundated by floodwaters from any source. Area of land adjacent to a creek, river, estuary, lake, dam or artificial channel which is subject to inundation by the Probable Maximum Flood (PMF).

Lago : lake

Diga : dam

Torrente : creek

Consapevolezza del rischio alluvione : Flood Awareness

An appreciation of the likely effects of flooding and knowledge of the relevant flood warning, response and evacuation procedures. In communities with a high degree of flood awareness, the response to flood warning is prompt and efficient. In communities with a low degree of flood awareness, flood warnings are liable to be ignored or misunderstood, and residents are often confused about what they should do, when to evacuate, what to take and where it should be taken.

Idraulica: Hydraulics

The study of water flow; in particular flow parameters such as water surface height, water depth, duration and velocity across a floodplain and/or river or stream.

Idrologia : Hydrology

The study of the rainfall and runoff process as it relates to the derivation of hydrographs for given floods.

Piano Comunale di Protezione Civile: Municipal Emergency Management Plan

A plan prepared and maintained by each municipal council which identifies the municipal resources available, and how they need to be used, for emergency prevention, response and recovery.

Meteorologo : meteorologist

Idrogeologia: Hydrogeology

Hydro- meaning water, and -geology meaning the study of the Earth: is the area of geology that deals with the distribution and movement of groundwater in the soil and rocks of the Earth's crust (commonly in aquifers). The term geohydrology is often used interchangeably.

Rischio idrogeologico : hydrogeological risk

Dissesto idrogeologico : hydrogeological instability

Soccorritore : rescuer

Sistema di allertamento : warning system

Ambiente naturale : natural environment

Borsa delle emergenze: safety bag or emergency kit

A disaster supplies kit is simply a collection of basic items your household may need in the event of an emergency. It’s important to think about things that are special to you when planning for an emergency. You can even make a backpack with some of your things so you can get them easily if you need to leave your house.


Fonti:

  1. Flood Victoria Website
  2. Wikipedia
  3. FEMA

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Genitore

Bambino

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Profilo Insegnante

Se scegli questo profilo è perché nella tua vita lavori come Maestra o Maestro, sei un Professore o un Educatore e in ogni caso svolgi attività didattiche con bambini e ragazzi.

Da anni il progetto “Alla Larga dai Pericoli” collabora attivamente con l’Ufficio Scolastico Regionale al fine di poter intraprendere un cammino congiunto nello sviluppo delle conoscenze e delle esperienze dei bambini. La figura dell’insegnante è stata ed è per noi centrale non solo nello sviluppo delle didattica di base ma anche e soprattutto nello svolgimento di progetti extra scolastici come quelli legati alla Protezione Civile. Nel tempo il coinvolgimento degli insegnanti è stato sempre più elevato fino ad ottenere esperienze positive di lezioni in aula svolte in collaborazione tra Docenti e Volontari.

La nuova piattaforma è ancora più interattiva e permette quindi di essere utilizzata in piena autonomia ed è per questo che ci permettiamo di suggerire un percorso didattico già strutturato. Nel caso in cui si voglia invece mantenere la piena autonomia degli strumenti è possibile utilizzare i materiali del progetto per integrarli con le materie ed i contenuti sviluppati duranti il programma scolastico annuale. Il percorso proposto può essere svolto nella stessa giornata oppure ripreso in più incontri, a fondo pagina trovi una scheda con alcuni siti web di approfondimento al fine di fornirti qualche altro spunto di riflessione nel caso in cui sia necessario sviluppare altro materiale. Ecco la presentazione del percorso da noi proposto.

Il tour della città inizia dalla Scuola attraverso un momento formativo dinamico, che cerca di dare una spiegazione tecnica del fenomeno e del rischio considerato senza scendere troppo nei dettagli. Per fare questo Civilino si rivolge ai ragazzi utlizzando uno strumento tipico dell’iconografia scolastica, la lavagna, come strumento di divulgazione dei contenuti. Dalla scuola si passa al Palazzo delle Scienze, dove sarà possibile sentire le parole degli esperti in materia; attraverso i loro racconti gli alunni avranno la possibilità di approfondire la conoscenza dal punto di vista scientifico permettendo così legami e collegamenti anche con i programmi scolastici già in essere nella classe. Dopo questi due passaggi si ha già una visione ampia del fenomeno naturale e del rischio ad esso associato. Per una miglior percezione dell’evento è utile fare un giretto al Museo, per ripercorrere storicamente i grandi eventi che hanno colpito il nostro Paese e più in generale i territori a noi vicini; attraverso il ricordo sarà così possibile, da una parte, aumentare la sensibilità al rischio e, dall’altra, stimolare il racconto di esperienze vissute dagli stessi insegnanti o da persone adulte che partecipano in quel momento alla lezione (Volontari, Genitori, Assistenti, ecc…).

È venuto il momento di rilassarsi, suggeriamo quindi di recarsi al Cinema per andare a vedere un bel cartone animato. In questo modo sarà facile catturare nuovamente l’attenzione degli alunni ed allo steso tempo fissare insieme a loro importanti concetti. Il cartone animato introduce elementi non solo legati al fenomeno naturale o al rischio ma spazia su termini legati alla Protezione Civile in generale e alla Pianificazione di Emergenza. Usciti dal Cinema sarà quindi utile recarsi presso la Sede della Protezione Civile per avviare un percorso di approfondimento su che cosa è la Protezione Civile. Dapprima si avrà la possibilità di aver una panoramica a livello nazionale sui Soggetti chiamati in causa, sulle attività che loro stessi svolgono e sull’organizzazione dei soccorsi. Se poi si vuole avere un quadro più dettagliato sul proprio territorio sarà necessario spostarsi presso il Municipio, dove attraverso le parole del Sindaco sarà possibile capire cosa vuol dire Protezione Civile a livello locale.

Ecco, ora possiamo dire che il quadro è veramente completo. È stata dura ma ci siamo riusciti. Il percorso ci ha messo alla prova e per il futuro non possiamo certo farci trovare impreparati. Una visita alla Palestra ci darà modo di allenarci e rinforzare cosìo tutte le conoscenze acquisite. Anche questo passaggio è stato fatto? Bene, allora rilassiamoci un pochino tutti insieme in Sala Giochi con un gioco di abilità. Qualcuno non è ancora del tutto stanco? Niente paura, abbiamo per lui qualche attività extra come quelle previste dal Laboratorio di Lingua Inglese in cui è possibile esercitarsi a leggere e ripetere in lingua inglese alcuni termini legati proprio al rischio sin qui analizzato.

Non ci resta che augurarvi buon lavoro!

Profilo Volontario

Se scegli questo profilo è perché sei un volontario della Protezione Civile. Abbiamo pensato a un profilo tutto dedicato a te e in poche righe vogliamo darti qualche indicazione sull’utilizzo della piattaforma.

Il progetto “Alla Larga dai Pericoli” nasce con l’obiettivo di diffondere la Cultura di Protezione Civile soprattutto nell’ambito scolastico. Per fare questo abbiamo sempre ritenuto indispensabile il supporto dei docenti che interagiscono quotidianamente con gli alunni e che meglio di tutti conoscono le loro esigenze. Ma senza dubbio sappiamo che la Protezione Civile è una materia complessa e in quanto tale necessita dell’aiuto e della partecipazione di vari Soggetti, primi fra tutti i Volontari che costituiscono una risorsa fondamentale per l’intero Sistema.

La piattaforma è pensata per esser utilizzata in piena autonomia dagli stessi Docenti, al fine di coniugare agevolmente i programmi scolastici ai temi del rischio, della Protezione Civile e, più in generale, della Resilienza. In questo modo si riesce ad essere maggiormente presenti sul territorio e si contribuisce ad aumentare il livello di conoscenza e di consapevolezza dei rischi dell’ambiente in cui si vive. Quindi la piattaforma si presenta come uno strumento che può essere utilizzato in piena autonomia da diversi Soggetti. Ma allora il Volontariato di Protezione Civile a cosa serve?

Se questa è la domanda che ti stai ponendo è bene ribadire alcuni aspetti che per noi sono fondamentali:

1. il Volontario rappresenta l’anello forte della catena, contribuendo a diffondere i temi della Protezione Civile, dell’auto-protezione e della Prevenzione in genere attraverso per esempio la diffusione della piattaforma nelle scuole del proprio territorio ed invitando i Dirigenti scolastici e le Istituzioni a prendere parte al progetto;

2. il Volontario è un Cittadino formato ed addestrato, preparato e con una conoscenza specifica anche sui temi della didattica di Protezione Civile e sulle modalità di diffusione della Cultura di Protezione Civile. Pertanto il Volontario può fungere da supporto a tutte le scuole che intendono intraprendere il percorso del progetto “Alla Larga dai Pericoli” attraverso un costante affiancamento ed attività di tutoraggio sia dirette (la presenza in aula) che indirette (ideazione di attività sperimentali mirate a particolari temi toccati dal Progetto);

3. il Volontario offre un alto valore aggiunto, integrando i contenuti del progetto “Alla Larga dai Pericoli” attraverso la propria esperienza vissuta sul campo. Pertanto il connubio tra Insegnante che svolge la lezione in aula e Volontario che porta la sua testimonianza di vita vissuta in base alle esperienze fatte, si traduce in un arricchimento completo per gli alunni;

4. il Volontario può infine essere il punto di collegamento con il Servizio di Protezione Civile del Comune al fine di trattare i temi del Piano di Protezione Civile comunale entrando nel dettaglio di ogni singolo Comune e portando in aula l’esempio concreto delle azioni previste dal Piano di Emergenza.

Tutto questo per sottolineare ancora una volta l’importanza del Volontariato che però deve fungere anche da volano, da propulsore per i Soggetti che vivono il territorio, stimolando tutti ad utilizzare gli strumenti e i contenuti messi a disposizione dal progetto “Alla Larga dai Pericoli” e supportandoli al fine di aumentare il livello di partecipazione di tutti i Cittadini alle attività di Protezione Civile.

La piattaforma offre due possibilità. Dopo essere entrati si può navigare liberamente la città e visitare gli edifici che rappresentano per noi i contenuti del progetto, oppure seguire un percorso consigliato che è possibile abilitare attraverso la targhetta posta a lato della pagina. A questo punto sopra agli edifici saranno visibili anche dei numeri progressivi che indicano la sequenza più giusta, secondo noi, e che diverranno verdi mano mano che il percorso viene completato. L’unica cosa che raccomandiamo sempre è quella di preparare con anticipo la lezione al fine di prendere dimestichezza con gli strumenti e non andare impreparati in aula.

Inviateci i vostri commenti e le osservazioni, siamo a disposizione per ogni chiarimento.

Non vi resta che iniziare… buon lavoro!

PROFILO GENITORE

Se scegli questo profilo è perché sei genitore e perché la tua sensibilità ai temi della Protezione Civile è sicuramente già alta ma, tuttavia, vuoi approfondire qualche tema specifico ed attivare un percorso di crescita e miglioramento per la riduzione del rischio e l’auto-protezione tua e di tutta la tua famiglia.

Questa breve guida introduttiva ti permetterà di comprendere meglio la funzionalità della piattaforma ed è per questo che ti invitiamo a leggerla.

Il progetto Alla Larga dai Pericoli è pensato in prima battuta per essere sviluppato a scuola, attraverso il supporto di Insegnanti e Volontari di Protezione Civile ma senza dubbio, se la Protezione Civile è intesa come un Sistema di forze, è necessario che ognuno faccia la sua parte. Sono proprio i Cittadini, quindi, ad essere chiamati a svolgere un ruolo centrale per la difesa, tutela e valorizzazione del territorio in cui vivono e a prendere parte attivamente alla segnalazione e gestione degli eventi che impattano sul loro stesso tessuto sociale. La Protezione Civile ha bisogno di Cittadini informati, consapevoli dei rischi presenti sul territorio e preparati ad affrontare eventuali situazioni di emergenza.

L’ambito familiare diventa quindi strategico per raggiungere in profondità tutte le fasce di età, per arrivare a fare in modo che di Protezione Civile si parli quotidianamente e che vi sia piena consapevolezza del Piano Comunale di Protezione Civile o di Emergenza.

Il portale, al quale fra poco accederai, riporta alcuni strumenti utili a migliorare le conoscenze nei temi sopra esposti e nel tempo sarà continuamente implementato ed aggiornato, anche con aspetti rivolti proprio alla Famiglia.

Al momento abbiamo predisposto una città che racchiude in sé i tipici ambienti ed edifici. All’interno di ognuno di loro troverai contenuti diversi specifici per il rischio selezionato. Inoltre, attraverso la linguetta a lato della pagina, è possibile attivare un percorso guidato. Cliccando sul pulsante relativo, vedrai comparire sopra ogni edificio un numero che indica la sequenza da noi suggerita per sfruttare al meglio il percorso didattico. Mano mano che ogni punto verrà completato vedrai diventare verde il numero del rispettivo edificio.

Oltre ad utilizzare gli strumenti che ti proponiamo ti consigliamo anche di prendere visione del Piano Comunale di Protezione Civile, di studiarlo attentamente insieme agli altri componenti della Famiglia, di affidare ad ognuno di loro un compito preciso da mettere in atto durante le emergenze, di predisporre azioni utili all’evacuazione della propria abitazione quanto più possibile con largo anticipo… insomma… di PREPARARTI. Arrivare ad essere consapevoli su ciò che può accadere nel territorio in cui viviamo e cosa fare in caso di emergenza, rappresenta sicuramente il percorso migliore che ogni Cittadino deve mettere in pratica per partecipare concretamente allo sviluppo del Sistema di Protezione Civile locale.

Sia l’Amministrazione comunale che il locale Gruppo di Protezione Civile sono sempre a disposizione dei Cittadini per discutere insieme a loro dei temi del Piano di Emergenza o, più in generale, delle tematiche di Protezione Civile.

Buon lavoro a tutti voi!

Hai qualcosa da scriverci? Manda una email a info@allalargadaipericoli.it

PROFILO BAMBINO

Ciao! Se scegli questo profilo significa che sei un giovane Cittadino che vuole conoscere meglio il territorio e capire come prepararsi al meglio agli eventi naturali che potrebbero verificarsi.

Vedrai che è tutto molto facile: premi il pulsante relativo al rischio che ti interessa, guarda gli effetti che provoca sulla città e poi visita gli edifici per capirne di più.

Dalla Sala Giochi, alla Palestra o al Cinema potrai esplorare tutta la città e nello stesso tempo divertirti ad imparare qualcosa di più sui rischi.

Non ti resta che iniziare!

IL PROGETTO “ALLA LARGA DAI PERICOLI”

Alla Larga dai Pericoli nasce nel 2008 da una collaborazione tra ANCI Umbria (L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani della Regione Umbria) e il Servizio di Protezione Civile della Regione Umbria.

L’esperienza umbra in tema di diffusione della Cultura di Protezione Civile parte nell’anno scolastico 2001-2002 quando, a seguito della crisi sismica che colpì l’Umbria e le Marche nel 1997, la Regione dell’Umbria, attraverso il Servizio di Protezione Civile, decise di attivare un percorso didattico con il supporto delle Organizzazioni di Volontariato. Nasceva il progetto “A Scuola di Terremoti”.

Nel 2008 il progetto, grazie alla collaborazione con Anci Umbria, viene completamente rivisto e potenziato, vengono ampliati gli ambiti di conoscenza attraverso l’introduzione di tutti i rischi del territorio regionale e non solo e si iniziano a creare materiali informativi di supporto. Le Organizzazioni di Volontariato restano la colonna portante del Sistema, vengono formati sui temi della Comunicazione e dell’Informazione ai Cittadini e grazie a loro si arriva a coinvolgere la maggior parte delle scuole del territorio umbro.

In 4 anni di attività il progetto arriva a coinvolgere un numero sempre più elevato di alunni (circa 30.000) attraverso lezioni frontali in aula svolte dagli stessi Volontari. L’aumento esponenziale delle richieste di collaborazione da parte delle scuole umbre spinge i referenti del progetto ad implementare ulteriormente il modello metodologico.

Nasce così nel 2012 il progetto sperimentale basato sulla piattaforma multimediale fruibile direttamente on-line. Facendo tesoro di tutti i materiali sviluppati negli anni precedenti, analizzando le best practices e adattando alcuni contenuti a supporti interamente multimediali, Anci Umbria presenta l’evoluzione del progetto Alla Larga dai Pericoli attraverso la piattaforma on-line www.allalargadaipericoli.it.

L’obiettivo è quello di rendere disponibile, gratuitamente ed immediatamente, materiali e metodologie a tutti coloro che ne facciano richiesta. Volontari ed Insegnanti vengono coinvolti ed informati sui nuovi strumenti creati ed in questo modo vengono rimossi i limiti imposti dalla carenza di risorse umane e materiali per dare ampio spazio alla diffusione del progetto.

Il progetto Alla Larga dai Pericoli punta a potenziare il livello di disponibilità delle risorse al fine di permettere anche a singoli Cittadini, Insegnanti e Professori di poter approfondire, in maniera autonoma, la conoscenza dei temi della Protezione Civile e della riduzione del rischio. La versione attuale della piattaforma, lanciata nell’anno 2013, rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la multimedialità come opportunità per facilitare ulteriormente il processo di diffusione della Cultura della Protezione Civile. Attraverso un percorso suggerito dal sistema, i Volontari potranno continuare a svolgere l’attività di supporto alle scuole integrando i contenuti della piattaforma con i racconti delle loro esperienze vissute sul campo, mentre gli Insegnanti potranno utilizzare tutti o i singoli moduli per integrare i contenuti del programma didattico con le nozioni del settore di Protezione Civile.

Un percorso in continua evoluzione che inserisce l’educazione alla Protezione Civile nei giovani nell'ambito della salvaguardia della propria sicurezza nei luoghi pubblici e privati nell’ottica di formare futuri Cittadini consapevoli sulle principali norme di auto protezione da mettere in atto.

Educare alla Protezione Civile significa portare il giovane, sin dalla più tenera età, a costruire dentro di sé atteggiamenti di responsabilità, consapevolezza, autocontrollo, esame della realtà, valutazione del rischio e coscienza dei propri limiti.

ISTRUZIONI PER L'UTILIZZO

CREDITS

Ideazione e progettazione

ANCI Umbria

Con il supporto di

Regione Umbria Protezione Civile Umbria

Patrocinato da

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